lunedì 18 giugno 2007

 

CAMPEONES


Il Real Madrid ha vinto la Liga. Onore al merito. Non tanto al merito sportivo, discusso e discutibile, bensì a quello grazie al quale ha sconfitto la scaramanzia, ripetutamente sfidata, sul punto di punirlo, ma alla fine battuta. Già il suo presidente l'aveva impudentemente stuzzicata due settimane fa col giro di campo a Saragozza. E ieri, sin dalle prime ore del pomeriggio, con largo anticipo sul finale della partita, sciagurati tifosi giravano per Madrid con sinfonie di clacson e bandieroni. Credo che in Italia, anche a Bolzano, pochi si sarebbero azzardati, nel disagio per i repentini toccamenti di palle e altri scongiuri con cui sarebbero stati accolti.
D'altronde, volendo approfondire il concetto di scaramanzia in Spagna, la prima scoperta è che non esiste la parola/concetto; la seconda è che viene tradotto "supersticiòn", a cui si dà lo stesso significato di "superstizione" in italiano; la terza è che, in italiano, "superstizione" e "scaramanzia" hanno riferimenti diversi. Infine, tra ciò che attira la sfortuna secondo la superstizione spagnola, non pare esserci la celebrazione di un successo non ancora conseguito.
In compenso, all'esuberanza di ieri sembra seguire, oggi, calma e compostezza. Ma per la scarmanzia, conta niente.
P.S. Tre note di cronaca: la faccia assassina di Capello dopo la doccia di Marcelino. Le bandiere dei paesi/regioni esibite dai giocatori: fuori luogo. Cannavaro poi, con quella italiana col fascio littorio! E Cassano dov'era?

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Commenti:
Saragozza in italiano è con due "z". E poi vi pare corretto scrivere "supersticiòn"?
 
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