lunedì 2 luglio 2007

 

GAY PRIDE


Polemiche tra gay e Unione, divisa se appoggiare o no l'iniziativa; tra Unione e CdL, con i secondi a bacchettare i cattolici del primo schieramento che volevano partecipare; tra partiti di centro-destra e istituzioni di centro-sinistra, per i vari patrocinii concessi e tra partecipanti al "family day" e organizzatori, per strane ragioni di inconciliabilità dei due mondi. Questo e altro aveva preceduto il Gay Pride di Roma dello scorso 16 giugno. Stranamente, ma comunque apprezzabile, dalla CEI nessun commento ufficiale (da qualche vescovo, invece, qualcosa sì).
Per l'Europride, culminato con la 'sfilata' di sabato a Madrid, niente del genere, addirittura, su El Mundo di domenica, un editoriale da cui traspariva un certo orgoglio per l'orgoglio esibito dai gay spagnoli.
P.S. Mia suocera, cattolica praticante, assicura che la sfilata è stata più divertente delle processioni di San Isidro.

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Commenti:
Forse tutto si spiega con la guerra civile, che in Spagna ha avuto anche contenuti fortemente anticattolici, da parte di un "bando".
Oggi è come se le due parti si rispettassero, memori dell'atroce passato, per evitar ela famosa "crispacion".
In Italia niente di tutto questo, c'è un anticlericalismo di nicchia...
I "rojos" hanno fatto fuori circa 8000 tra preti e suore? Da dove veniva tanto odio?
 
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