lunedì 26 febbraio 2007

 

W LE MANIGLIE DELL'AMORE

Sarà per effetto della ministra della sanità Elena Salgado, e delle sue campagne contro il tabacco, l'alcool, i maxi-hamburger e l'obesità sta di fatto che l'attenzione per i rotolini intorno alla pancia aumenta. Diventa una autentica ossessione almeno in materia di calciatori. Così dopo el Gordo Ronaldo e l'infinita conta dei suoi chili di troppo , dopo Antonio Cassano la sua irrefrenabile passione per il cibo e i guai con la bilancia, tocca a Ronaldinho. Giorni fa la foto del prima e del dopo e la domanda sul segreto del suo peso. Quanti saranno di più rispetto a quando era in forma? La risposta l'ha data togliendosi di nuovo la maglia e abbassandosi l'elastico dei pantaloncini davanti ai fotografi. Come a dire guardate e ricordate come ho giocato ( bene ). Un messaggio chiaro: quel che importa è saperci fare con il pallone in campo E un sospiro di sollievo, una speranza per tutti quelli che le maniglie dell'amore ce le hanno davvero.

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sabato 24 febbraio 2007

 

METTI LE ESSE


"mettileesse" era uno dei possibili titoli di questo blog. Come "piazza de toros", alludeva ironicamente ad un'abitudine degli italiani alle prese con lo spagnolo parlato. Esse a profusione, fino a impappinarsi e poi a smettere per non sentirsi ridicoli nell'esagerazione.
Una qualche ragione tuttavia esiste, fondata sulla statistica più che nella grammatica. Nel castigliano, la "s" risulta essere la consonante più ricorrente. E la sua frequenza nella lingua è quasi doppia rispetto all'italiano (7,98% contro 4,98%) e superiore anche nei confronti dell'inglese (6,32%), altro idioma che la usa nel plurale.
Sapere quando usarla è sempre meglio. Ma nel dubbio, infilarcela è come un rischio calcolato.

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giovedì 22 febbraio 2007

 

GARCIA BATTE ROSSI. NETTAMENTE

Le differenze sono nei fatti, ma la loro entità dipende dal punto di vista. Si discuteva con amici se la sensazione che i cognomi spagnoli fossero pochi dipendesse dalla quantità (ridotti in assoluto) o dalla loro distribuzione (tante persone con pochi e poche persone con tutti gli altri). Sicuramente vera la seconda ipotesi. Il solo Garcìa, l'apellido più diffuso in Spagna, viene usato dal 3,65% della popolazione, mentre in Italia, sommando tutti i Rossi agli altri titolari dei nove cognomi più popolari, si arriva appena all'1% degli abitanti. I Rossi in Italia dovrebbero essere circa duecentocinquantamila, i Garcìa (di primo cognome) in Spagna ben più di un milione.
Controversa invece la prima ipotesi, cioè che in Spagna ci siano pochi cognomi in assoluto: alcune fonti parlano di cinquecentomila - cifra che la collocherebbe tra le prime nel mondo. Altre fonti dicono il contrario, aggiungendo che sarebbe l'Italia, con trecentocinquantamila cognomi diversi, ad essere una superpotenza mondiale nell'onomastica.

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martedì 20 febbraio 2007

 

EMIGRATI

Pur non rientrando in queste statistiche anche noi tre, quelli che danno vita a questo blog, siamo emigrati in Spagna. Ognuno per le sue ragioni, con storie diverse, chi da più tempo chi da meno ci ritroviamo nella penisola iberica. Con la voglia di raccontare di discutere, di incontrare altra gente che esprima le sue opinioni su questo paese. Visto da italiani in gita o meglio da italiani residenti. Per parlare di com'è per un guiri (così gli spagnoli definiscono gli stranieri), vivere qui. Per offrire anche a chi ci venga in vacanza la nostra esperienza: dalla quotidianità al futbol, da Zapatero alle spiagge che ci piacciono di più. Una precisazione: Attenzione per un italiano qui tutto sembra facile, a cominciare dalla lingua. Basta mettere una S e il gioco è fatto. Uno dei tanti luoghi comuni da smentire insieme alla paella ai tori e alla sangria.

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ARRIVA PRODI

In occasione della XIV° "cumbre hispano italiana", Prodi e una folta delegazione di ministri sono oggi in Spagna, a Ibiza. E Piazza de toros comincia le pubblicazioni, sotto gli auspici di questo evento e con la speranza che l'anno prossimo potrà contribuire alla sua agenda.
L'accoglienza si direbbe freddina. Sui media, l'Italia viene evocata sorpattutto per la vicenda Capello e le sue misteriose 'non dimissioni' e perché, da uno studio pubblicato ieri dal Financial Times, gli italiani guidano la schiera degli europei che sceglierebbero la Spagna come destinazione di lavoro se costretti ad andare all'estero. Solo un anno fa, da una ricerca Censis, emergeva che era sempre la Spagna il paese preferito dagli italiani per un eventuale trasferimento.
Se questo non è amore....

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