mercoledì 28 marzo 2007

 

IL CAFFE' DI ZP

Quanto costa un caffè? 80 centesimi. La risposta sbagliata ( ormai un caffè a Madrid vale da 1 euro e 15 in su ) di Zapatero, ad una delle domande del dibattito televisivo di ieri sera, fa la prima pagina di tanti giornali. Un aneddoto, un esempio di ciò che gli hanno chiesto i cittadini chiamati ad interrogarlo. Peccato che l'errore nasconda molto di più. La distanza di un presidente del governo dalla gente. Lo si è visto nella sua incapacitá di cambiare tono, di lasciare la cattedra o meglio lo scanno del governo per usare un linguaggio normale. Lo si è visto nella difficoltà a dar risposte concrete su cose semplici lasciando da parte numeri rutilanti, leggi varie e discorsi generali. Zp ci ha azzeccato sui temi più politici dal terrorismo alla ley de igualdad, risposte nette precise , ma poi quando una signora gli chiede degli asili, un ragazzo domanda quando e come potra comprasi una casa e il signore del caffè spiega che oggi con 50 euro non ci fa niente beh... allora José Luis Rodriguez Zapatero fallisce. Le sue allocuzioni non sono adeguate, non sono semplici, rimandano a progetti e a conquiste del governo socialista, non escono dall'orto della politica. Non risponde alla domada o risponde come in una sessione di controllo del parlamento. Un mondo lontano molto lontano da quello del cittadini. Non è un caso che il caffè a 80 centisimi si trovi solo al bar del congresso dei deputati.

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lunedì 26 marzo 2007

 

HAPPY HOUR


Se non fosse per una parentela che porta direttamente in Spagna, la scoperta sarebbe irrilevante. Ma essendoci un legame molto stretto tra l'aperitivo milanese e le tapas, la notizia del trapasso dell'happy hour meneghino merita di essere segnalata. Per il suo presunto inventore, il fatto risalirebbe addirittura a due anni fa. In ogni caso, più di un testimone me lo ha confermato in questi giorni.
Si chiude così la discussione sul luogo più meritevole per gli stuzzichini gratuiti serviti insieme alle bevande alcoliche prima dei pasti. Milano è fuori e chissà che fine faranno tutti coloro che tra le 19 e le 21 erano soliti a riempire i locali e gli stomaci con quantità e varietà di snack che guardavano alle tapas come il pavone al tacchino.

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domenica 25 marzo 2007

 

SMS

Frente al boicot del PP, maximo apoyo a Cuatro TV, Cadena Sera y a El Pais. Hoy El Pais tiene que batir record de ventas. Pasalo. Un Sms arrivato da chissà chi questa mattina. E' il colmo. Illustra alla perfezione il livello di scontro PP Prisa, Rajoy Zapatero. In una parola preoccupante.

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giovedì 22 marzo 2007

 

AEROPORTI


Dovrebbe essere dovuta al rigore della legge Sirchia sul fumo l'assenza di un pur angusto spazio fumatori negli aeroporti italiani. In Spagna, invece, generalmente ci sono e credo testimonino meglio le possibilità di coesistenza civile tra persone con interessi diversi.
Ancora di più mi colpisce e mi piace trovare, sempre negli aeroporti spagnoli, i carrelli portabagagli in grande abbondanza, posizionati nei posti giusti e, soprattutto, senza la moneta da dover inserire per usarli. A Malpensa, anche nell'area degli arrivi internazionali, c'è da inserire l'euro per prenderli. In alternativa si può usare la carta di credito, che non sembra una soluzione geniale per una spesa di 1 euro.

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mercoledì 21 marzo 2007

 

UFFA

Non sopporto i break pubblicitari della televisione spagnola. Durano ore, fanno diventare un tormento qualsiasi programma guardabile. Impervesano persino sul film degli anni 30 a mezzanotte e mezza. Ma quello che più non sopporto, di questi tempi, sono gli spot della Comunidad de Madrid: imprenditoria, immigrazione, donne e quanto altro si voglia aggiungere. Non che siano mal fatti, anzi, ma... mi sembra un po troppo e un po troppi. Mancano più di 60 giorni alle elezioni amministrative, ma Espe non vuole perderle. E va con gli spot. A parte l'insoffererenza del telespettatore sorge la banale domanda: chi li paga?

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martedì 20 marzo 2007

 

CONVERSAZIONI

Qual'è uno dei temi di conversazione fra un gruppo di italiani, residenti in Spagna, che si ritrova una sera a cena? Il cibo e la nostalgia per i prodotti italici. C'è la signora che rimpiange i salamini tipo cacciatorini che qui sono così difficili da trovare, il distinto signore che ti svela il segreto, dove trovare la mozzarella di bufala fresca, quello che ha l'indirizzo giusto per la pasta , l'altro per i prodotti sardi. Ed emerge, non poteva essere altrementi, l'eterno dilemma: meglio il prosciutto o il jamon? E voi che cosa scegliete?

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sabato 17 marzo 2007

 

DINOSAURI

Per mio figlio, 2 anni e qualche mese: sono dinosauri. Volano nel cielo di Alcalá de Henares,là dove è nato Cervantes. Per farsi la foto insieme a Don Chisciotte e Sancho Panza di fronte alla casa del loro cratore arriva la gente da Madrid, passeggia fra l'universitá, la piazza, deambula sotto i portici, ma raramente alza la testa per guardare i dinosauri. Le cicogne che nidificano in cima ai campanili e alle torri, passeggiano sui tranpoli rimettono a posto le loro enormi ceste e dispiegano le ali bianche e nere. Uno spettacolo.

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venerdì 16 marzo 2007

 

VERSUSMANIA/1


Difficile capire la dialettica politico/parlamentare spagnola senza sapere della litigiosità programmatica e irriducibile tra i due principali partiti, il PP e il PSOE. Una "versusmania" appunto, sempre, tutti e solo contro.
Nascono così contrapposizioni che dire artificiose è poco, basate su motivazioni che definire cervellotiche è complimentoso. Come una di quelle addotte dal PP ieri per motivare la sua astensione nella votazione finale della Ley Orgánica para la Igualdad Efectiva de Mujeres y Hombres: "elitista" - hanno detto della legge.
Sarà che, in Italia, una dialettica polica ultra frammentata da una parte e la lunga tradizione dorotea e consociativa dall'altra spingono in modo quasi naturale al compromesso ed a strategie di comunicazione di esaltazione di sè piuttosto che di differenziazione dall'altro. Sarà che i sistemi bipolari/bipartiti sono caratterizzati dalla tendenza contraria. Ma resta la sensazione di un'anomalia che, di volta in volta, prende tutte le sfumature dell'esagerazione.

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giovedì 15 marzo 2007

 

LITE CONIUGALE

Dice mia moglie (andalusa): una volta noi spagnoli ammiravamo l'Italia, eravate avanti adesso... Siete gli ultimi in Europa in fatto di diritti delle donne, mentre qui, oggi, si approva la nuova legge di igualdad. Per non parlare dei matrimoni gay. Quelli ve li sognate, perchè da voi appena il papa apre bocca finisce in apertura del telegiornale. E poi avete il coraggio di dire che la Spagna è cattolicissima o come Dolce e Gabbana che siamo noi gli arretrati Fosse solo questo... guarda come si barcamena Prodi, guarda gli scandali. Leggi di Valettopoli e rimani inorridito.
Cerco di replicare, come sempre.
Ma di questi tempi è difficile.

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mercoledì 14 marzo 2007

 

CHURROS CON....



Si sta svolgendo in questi giorni a Madrid il Salón Internacional de la Panadería, Confitería e Industrias Afines. Protagonisti assoluti sono i sandwich e i dolci, proposti, come tutto in questo periodo in Spagna, con più o meno riuscite soluzioni 'fusion'. Tra i dolci, particolare riguardo sta ottenendo il churro, che nella tradizione si accompagna alla cioccolata o al caffelatte, ma che potrebbe fare la sua bella figura, proprio in una logica fusion, anche con i salumi. Esattamente come accade al gnocco fritto (stessi ingredienti e cucina del churro), che con culatello e prosciutto crudo "è la morte sua".

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martedì 13 marzo 2007

 

CREATIVI(?) ITALIANI


Nella comunicazione, la corrida sta alla Spagna come il Pulcinella all'Italia: entrambi stereotipi dei più consunti nonché particolarmente poveri di valenze di marketing. Proprio la corrida è il soggetto sviluppato da uno spot in programmazione in questi giorni in Italia a sostegno di un corso di spagnolo in dispense abbinato al Corriere della Sera e al Sole 24 Ore.
Facile pensare che il pubblico giovane, a cui spot e corso sono indirizzati, se non fastidio proverà indifferenza verso un tale richiamo e resterà con la sensazione, che la campagna pubblicitaria ignora, che esistano tanti altri motivi più interessanti per i quali "lo spagnolo serve".

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lunedì 12 marzo 2007

 

MIRACOLO

Sabato al mercato il signore davanti a me chiede: un Italiano bien gordo como Cassano. Vuole un peperone verde, ma siccome c'è Barça-Real e Ronaldo non c'è più, Tonino da Bari è il gioco facile. Josè, il fruttivendolo, facendo il conto mi raccomanda di andare a salutare il mio compaesano : Fabio Capello. Domani, dice, smetterá di mangiare jamon e ritornerà al tuo paese. E' un madrilista di ferro, ma è convinto che dai blaugrana le prenderanno. Lunedì, stesso mercato, stesso posto. José sorride sotto la barba e mi raccomanda di dire a Capello, come se io potessi, ( sono o non sono italiano) di farli giocare come sabato al Camp Nou. Che magari, grazie al tuo compaesano, vinciamo la Liga.

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domenica 11 marzo 2007

 

TRE ANNI DOPO

Scendo a comprare i giornali. Su un Paseo del Prado deserto sfilano le sirene della polizia. Come tre anni fa. Ma oggi di fronte alla stazione di Cercanias di Atocha non c'è sangue, fumo, e dolore. Solo un cilindro di vetro levigato pieno di nomi e di parole, la famiglia reale e le autorità ad inaugurare questo monumento alle vittime dell'11 marzo 2004. Tre anni anni dopo la Spagna ha elaborato il lutto, ha assorbito il tremendo colpo. E' cambiata, è andata avanti ha stupito il mondo. L'unica cosa che non è cambiata, o meglio è peggiorata è la destra di questo paese. Il partido popular non ha mai accettato la sconfitta di quel 14 marzo, dovuta in gran parte agli errori ai tentativi di depistaggio su quell'attentato, alla volontà di vincere attribuendolo all'Eta. Ha continuato a insistere con l'assurda teoria del complotto. Ha portato alla luce la maggioranza silenziosa. Contro i matrimoni gay contro la politica dei diritti civili contro Zapatero, il traditore. Ha trovato nella poltica antiterrorista del governo il suo cavallo di battaglia. Per far garrire al vento un mare di bandiere spagnole. Come sabato sera. Per ricordare che le due spagne esistono ancora.

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venerdì 9 marzo 2007

 

MILIARDARI DI SPAGNA


Forbes ha pubblicato la sua tradizionale classifica dei Paperoni nel mondo. Tra le novità c'è anche l'ascesa di non pochi spagnoli, con il più facoltoso, Amancio Ortega, che occupa la 8° posizione assoluta (la 1° tra gli spagnoli) e Jesus de Polanco la 287° (la 10° tra gli spagnoli). Ortega è il patron di Zara, il colosso del tessile/abbigliamento e de Polanco è a capo del Grupo Prisa, settore mass media. Gli altri sette super ricchi, dal 2° all'8°, sono tutti legati all'edilizia. Nella classifica generale, il 'costruttore' più ricco è il signor Lee Shau Kee, da Honk Kong, che appare 'solo' al 22° posto.
E nella 9° posizione tra gli spagnoli? No, non c'é qualche isolato esponente del terziario, ma la signora Rosalia Mera, la moglie di mister Zara.

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giovedì 8 marzo 2007

 

PENNE

Per poco non ci rimetto le penne: Ernesto ( Carlo Verdone) in Manuale d'amore II
casi vomito la pasta: sottotitolo in spagnolo

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mercoledì 7 marzo 2007

 

MACARRONES

Hoy de menu tenemos macarrones: Mariano, tavernero di Lope de Vega, mi guarda e aggiunge: Ya lo se no son al dente come en Italia. Problema stupido , ma problema vero mangiare la pasta al dente in Spagna. Uno puó evangelizzare con le parole e l'opera, ma al dente non piace. Chissá perchè, chissá per come deve essere scotta. e non capita solo qui: in Francia alle mense aziendale te la servono incollata come contorno. Questione di gusti o di paralleli. Capita anche in Italia Non dimenticherò mai le discussioni fra mia madre pavese e mia nonna toscana ( grande cuoca ) quando si cimentava con il riso. Il risultato era un pastone buono per le galline.

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ENCLAVES


Non è il primo che vedo, ma non smetto di sorprendermi. Un paesino di Maiorca che sembrava un pezzo di Germania profonda, con negozi, arredo urbano, locali, ritmi e riti che più tedeschi di così era impossibile. Cucina locale e internazionale rielaborata secondo gusti e abitudini tedesche. E naturalmente, tedeschi e tedesco in nettissima prevalenza. In altre località costiere, questa sensazione di spaesamento è provocata da paesaggi sociali britannici o, addirittura, olandesi.
Il business turistico in Spagna è importante quanto spregiudicato. Ma c'è dell'altro e di più in questo fenomeno di pacifica e consensuale colonizzazione che vede protagonisti, da una parte, la maggioranza dei 250 mila inglesi e 150 mila tedeschi residenti in Spagna e alcune amministrazioni locali spagnole dall'altra.

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martedì 6 marzo 2007

 

PER FORTUNA

Svolti l'angolo, ti guardi intorno spaesato. Ma non era qui la Carmencita? Devo aver sbagliato strada pensi osservando Ottocento, ristorante azzurro di cucina meterranea spuntato a Chueca. Solo dopo esserti informato scopri che Ottocento ha preso il posto della Carmencita storico ristorante madrileño. Non ho niente contro la cucina mediterranea o gli antipasti italo argentini è solo un esempio di un centro cittá che cambia. In pochi anni ho visto fruterias del 1860 diventare peluqueria alla moda, ultramarinos del secolo scorso trasformasi in dispensatori di kebab, l' hotel dei toreri cannibalizzato da un design nemmeno azzeccato, tabernas tradizionali chiuse per diventare copie turistiche e plastificate dell'idea Taberna madrileña. La stessa cosa vidi a Milano: latterie e trattorie sparite bar ristutturati per diventre uno uguale all'altro. Per fortuna Madrid conserva ancora il suo carattere e tanti luoghi veri. La modernizazione la globalizzazione non hanno ancora fatto tabula rasa. Ma siamo sulla strada. Quando spariranno da Plaza Mayor il vecchio giocattolaio o il capellaio per far posto a burger o chicaglieria turistica vorrà dire che saremo arrivati al capolinea. Domanda: come si può, pur essendo globali e moderni, conservare un identitá culturale forte? In una parola non essere costretti a passeggiare per Madrid credendo di essere a New York o a Milano?

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domenica 4 marzo 2007

 

ORIZZONTE

La gru o meglio le gru sono l'orizzonte di città e paesi. Centinaia in tutte le direzioni, a perdita d'occhio, dipingono il cielo e la terra. Raccontano la febbre del mattone; disegnano i contorni di una delle industrie spagnole più importanti che va a braccetto con l'altra, il turismo; parlano della speculazione edilizia e della selvaggia devastazione delle coste e del paesaggio; segnalano come tante bandierine su una mappa geografica, gli scandali, la voglia di far soldi subirto e chi se ne importa di quello che verrá dopo.
State attenti alle gru. Si moltplicano.

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sabato 3 marzo 2007

 

BRIVIDI

Le bandiere nazionali nelle manifestazioni politiche mi danno i brividi. Per non parlare di quelle con el pollo ( l'aquila precostituzionale, che campeggia sul giallo e rosso ). Ce n'erano parecchie, ieri sera, a Madrid e in tante altre città spagnole nelle manifestazioni contro la prision atenuada per l'etarra De Juana. Mi danno fastidio. Come le grida Viva España come gli slogan come gli striscioni . Sì questa è la Spagna che non amo. E purtroppo negli ultimi tre anni ho visto rigurgitare questa gente per le strade. Porta brutti ricordi.

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venerdì 2 marzo 2007

 

COME LE RONDINI

Oggi come oggi le rondini non sono più puntuali non arrivano ai primi aliti di primavera, ma i pellerigini del Cristo di Medinaceli, queli non sgarrano mai. Il primo venerdì di ogni marzo sono qui. Il brusio si eleva al cielo, la coda si snoda per chilometri dal barrio de las letras ad Atocha, nel cuore di Madrid, i bar fanno affari, le ambulanze attendono malori, gli autobus scarcano pellegrini da ogni dove. E poi verso le 10.30 arriva sempre qualcuno della famiglia reale. E' uno spettacolo la lunga coda che si dipana da giorni: le prime o i primi bivaccano in strada da tre notti per avere l'onore di baciare i piedi al Cristo per primi. Perchè come ti dicono le donne in scarpe da tennis per sopportare le ore di fila questo è un cristo miracoloso. Jesus de Medinaceli è una statua lignea della scuola siviglina intagliata nella prima metà del secolo XVII. Rappresenta il momento in cui Pilato grida al popolo Ecce Homo. Fu portata dai padri cappuccini al presidio di Mamora , in Marocco, per la devozione dei soldati. Il 30 aprile del 1681 cadde nelle mani dei mori che la tarscinarono per le strade. Venne riscattata dai Trinitari e ritornò in Spagna , a Madrid, nell'estate del 1682. Da allora il Cristo barbuto in veste viola non ha smesso di conquistar fedeli. Gli si chiedono tre desideri e lui sempre- spiega una signora- ne esaudisce uno. Gli si può chiedere di tutto dicono quelli che aspettano il loro turno. Ma non di cercarti un fidanzato o una moglie quello è Sant'Antonio altra storia. La devozione è impressionante . A parte oggi, 2 marzo, dove sfileranno davati all'effige 400 mila spagnoli( così si dice ) ogni venerdì anche se in misura ridotta si riproduce il fenomeno. Da vedere.

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PAURA

< Speriamo di non arrivare a quello che è successo in Italia o in Sud America >: Juande Ramos, la vittima.< Non vogliamo che in Spagna ci sia la minima possibilità che accadano cose come in Italia >: Jaime Lissavetzky, segretario di stato per lo sport. Dopo la notte di Siviglia e la bottigliata in testa all'allenatore del Sevilla, Juande Ramos, tutti indicano preoccupati l'Italia della violenza calcistica, ricordano la tragedia di Catania. E' l'esempio da non seguire.

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