giovedì 26 aprile 2007

 

LASCIATEMI DORMIRE

Sarà anche un stereotipo, un luogo comune quello della siesta, ma a me piace. Eccome. Cosa c'è di male nella pennichella pomeridiana, quando è possibile, quando ci sono giornate come oggi, pioggia e cielo plumbeo. E' un piacere, raro, e gli ultimi studi dicono pure che faccia bene. Però contro la siesta tramano gli scocciatori pubblicitari. Sanno che dalle 15 alle 16 è l'ora buona e colpiscono. Telefonano quelli che vogliono venderti i servizi di una banca, quelli che ti offrono nuove magnifiche opportunitá di risparmio se passi ad un altra compagnia telefonica , quelli che se vuoi l'abbonamento alla tele via non so cosa, e in questi tempi di elezioni ci si mettono anche quelli che vogliono fartti rispondere a mezz'ora di domande sulle tue intenzioni di voto. Per favore pietá, per favore un pò di rispetto per le sane tradizioni spagnole.

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giovedì 19 aprile 2007

 

100 PERSONE 100

Come già la volta precedente, "Tengo una pregunta para usted", il nuovo format televisivo di TVE nel quale il leader politico di turno risponde alle domande del pubblico presente in studio, in diretta e quasi senza moderazione, viene annunciato enfatizzato il metodo di selezione degli 'intervistatori'. "Scientifico", come lo è la statistica, capace di costruisce campioni, anche piccoli, rappresentativi di universi, anche enormi. Ma in questo caso, i 100 del campione mandati in studio a fare le domande sono davvero troppo pochi per aspirare alla rappresentatività della intera società spagnola, anche limitandosi a considerare i parametri socio-demografici più importanti. Tra i quali, peraltro, è stato incluso quello dell'affinità ai diversi partiti, nazionali e locali, presenti in Parlamento. Immaginare un tentativo del genere in Italia, dove la comunicazione politica in tv è andata poco oltre la formula della "Tribuna politica", è impossibile. La sola numerosità dei partiti vanificherebbe ogni possibilità concreta e mediatica di proporre 100 individui come rappresentativi di qualcosa di diverso da loro stessi.

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martedì 17 aprile 2007

 

PRIMATI DELLA DEMOCRAZIA


Il gusto per l'iperbole tipico spagnolo, talvolta cercato anche con forzature e formulazioni discutibili, ha portato Zapatero ad annunciare che il 2006 è stato il miglior anno dell'economia spagnola (nel periodo della democrazia - sic!). E a prevedere altri due anni di crescita sostenuta.
Il fatto comunque impressiona. Anche perché è noto che la Spagna sta facendo la gara di "potenza economica" sull'Italia, che pensa di raggiungere e superare in termini di PIL pro capite prima del 2010, procedendo nella crescita e incrociando l'Italia che invece segue nella sua decrescita (per la prima volta, nel 2006, è scesa sotto la media dell'Europa dei 25 e le previsioni la danno in costante allontanamento).

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mercoledì 11 aprile 2007

 

SCOOP SORPRENDENTI


Fendendo il gruppetto di distributori di free press sempre appostato all'entrata della metropolitana, l'occhio mi cade sulla copertina di Metro, una di queste pubblicazioni, dove campeggia il volto di Al Gore ritratto in primo piano. Con questa impostazione grafica non può che trattarsi di un'intervista esclusiva - penso. Per Metro!? - penso ancora - un quoditiano a distribuzione gratuita, editorialmente degnissimo, ma non certo un luogo ove, lettori e statisti, sono abituati alle interviste.
Era veramente un'intervista che l'ex vicepresidente americano aveva rilasciato a Metro Svezia, rilanciata dall'edizione spagnola, che le dedicava la copertina e 3/4 di pagina interna.
E la sorpresa era veramente fuori luogo, anche solo considerando che Metro, nei 19 paesi in cui è presente, raggiunge quotidianamente quasi 20 milioni di lettori. In Spagna il fenomeno dei gratuitos ha avuto un evoluzione clamorosa, decisamente superiore a quanto accaduto in Italia. Attualmente il quotidiano più letto in assoluto è un gratuito (20 Minutos, con 2.440.000 lettori) e Metro è il quinto, poco dopo El Pais e prima de El Mundo.

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lunedì 9 aprile 2007

 

MADE IN ITALY?


Dopo i ristoranti, le gelaterie, le griffe e qualche auto sembrano essere la più visibile presenza italiana anche in Spagna. Sono le felpe e le t-shirt azzurre con la una smisurata scritta "ITALIA" davanti o dietro.
Se ne vedono sempre di più e viene da pensare che essere alla moda sia per tanti più importante dei significati e della simbologia di ciò che si indossa. Non importa se il paese che campeggia sul prodotto non rappresenti niente di particolare, né che nello sport, in specie nel calcio, quel paese costituisca un modello negativo.
C'entrerà che in tutta Europa il blu, e forse anche i suoi derivati, è il colore preferito? In Spagna il colore preferito è il rosso.

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domenica 8 aprile 2007

 

SEMANA SANTA/1



Operacion salida, operacion retorno, 97 morti, code chilometriche, auto a passo d'uomo o ferme ad un casello aspettando (è succeso sulla AP36 ) che la polizia fermi un furgone bianco che viaggia per 80 chilometri contromano. Autostrade intasate eppure capita di trovarne una assolutamente vuota . E' stata aperta senza discorsi, senza presidenti, senza brindisi, pochi giorni fa. Va da Cartagena ( Murcia ) a Vera ( Almeria ). Sono 117 chilometri senza alcun senso ( 4 delle 11 uscite tanto per dirne una no portano da nessuna parte) a parte la speculazione edilizia. Sono mezzo milione le case che vorrebero costruire 11 comuni attraversati dall'autostrada. Obbiettivo urbanizzare o meglio distruggere uno degli ultimi tratti vergini della costa mediterranea spagnola.

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giovedì 5 aprile 2007

 

STATISTICHE E PREGIUDIZI/1

Si aspettava la telecronaca di Roma-Manchester per avere riscontri in merito allo snobismo con cui i commentatori spagnoli guardano al calcio italiano. Niente da segnalare al riguardo. Due frasi hanno invece fatto riflettere sul pregiudizio per cui le squadre italiane in casa si limiterebbero a segnare un gol più degli avversari, per poi difendere il risultato al ritorno (peraltro molto brave in questo - a detta dei commentatori). Vamos a ver: prendiamo le ultime 10 edizioni della Champions League. Contiamo quante volte le squadre italiane, in partite di andata/ritorno con eliminazione (ottavi, quarti e semifinali), hanno giocato l'andata in casa: 11. Vediamo ora quante ne hanno vinte: 4. Verifichiamo quindi la prima idea del telecronista di Canal+, cioè se le squadre italiane si accontentano di segnare un gol in più: ebbene, tutte le 4 vittorie casalinghe sono state con più di un gol di scarto (= 100%). La verifica della seconda idea del nostro, quella per la quale dopo aver risicato la vittoria domestica si punterebbe a difendere il risultato fuori, mostra che, in 1 caso su 4 (= 25%) le italiane vincono anche lontano da casa dopo aver vinto in casa. Poco? Tanto? Giustificata questa idea? La risposta definitiva è impossibile, ma si sappia che le spagnole hanno rivinto fuori, dopo aver vinto in casa, anche loro nella stessa misura (2 su 8) e che hanno vinto l'andata in casa (18 volte) con più di un gol di scarto, dando quindi mostra di attitudini offensive, solo nel 50% dei casi (4 su 8).
Se le italiane sono sparagnine in casa e speculative fuori, le spagnole, a quanto pare, non son da meno. O è sbagliato trarre certe conclusioni, sulla cultura e la realtà calcistica di un Paese, guardando ai risultati di scontri così importanti?
N.B. Nell'analisi si sono considerate solo le 'partite d'andata in casa' di 'scontri andata/ritorno con eliminazione' in quanto non condizionate da risultati precedenti e/o calcoli di classifica.

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mercoledì 4 aprile 2007

 

SNOBISMO/1



Continua ad essere una sensazione, ma ogni volta che riemergere si fa più solida e, presto, potrebbe mutare natura diventando convinzione. E' il senso di superiorità con cui in Spagna si guarda al calcio italiano. O meglio (visto che nessun genere di risultato potrebbe supportare una tale posizione): che il calcio italiano sia in uno stadio evolutivo che il resto del mondo ha superato, oggettivamente arretrato. Quindi inferiore nel senso di ritardato e privo dei plus che nell'evoluzione normalmente si acquisiscono.
E' riemersa, questa sensazione, sentendo i commenti a caldo alla partita Milan-Bayer su Canal+ - dopo averne seguito un'equilibrata telecronaca su Antena 3. Milan orrendo, inguardabile, condannato. Il Bayern? Un tantino fortunato? Catenacciaro? Senza gioco? Naah! Niente. Solo discredito e un po' di compassione per i cavernicoli. Vediamo stasera con la Roma.

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martedì 3 aprile 2007

 

FIAT LUX


E luce sia, quella che Enel porterá anche in Spagna dopo aver acquisito il controllo di Endesa. Si fa notare, un po’ sprezzantemente, che Enel è un’azienda pubblica. Ma è da tempo una tra le imprese italiane piu’ profittevoli, benché ampiamente debitrice di una situazione di monopolio ancora dominante in Italia nel settore della fornitura di energia domestica. Proprio per questa stessa ragione, sarebbe opportuno evidenziare che la sua cultura di mercato è decisamente deficitaria: nelle strategie competitive e industriali tende a subire/approfittare troppo della politica e nelle politiche verso gli utenti mostra una certa pigrizia. Neanche un mese fa, l’Autoritá per l’energia l’ha multata di 11 milioni di € per irregolaritá relative alle modalitá di pagamento della bolletta.

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