venerdì 14 dicembre 2007

 

VISTI DA NYC


Il lungo servizio del New York Times di ieri dedicato all'Italia può essere discusso per quei passaggi che vorrebbero peculiari dell'Italia alcuni fatti, economici e demografici, che sono più generali, non così specifici, né penalizzanti. Ma su due fenomeni si coglie nel segno: il "generational divide" e l'inadeguatezza della classe politica (quest'ultimo causa del primo e non viceversa).
L'articolo, che propone un confronto Italia-Spagna sul PIL futuro e gli investimenti USA drenati dai rispettivi paesi, trascura di evidenziare che anche sui due suddetti temi la Spagna prevale sull'Italia di molto e da un bel po', con un primo ministro quarantenne e ben 12, tra i 100 spagnoli più ricchi, under 50.

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mercoledì 12 dicembre 2007

 

POLIGLOTTISMO

Ho sentito alla radio un brano della presentazione tenutasi ieri a Roma dell'edizione italiana dell'ultimo libro di Aznar. Il medesimo Aznar, che si fa vanto del suo poliglottismo, usava un italiano a torto dileggiato in Spagna. Casualmente, ho anche visto in tv Lapo Elkann, sempre più protagonista delle scene internazionali e 'geneticamente' cosmopolita, rispondere ad una intervista che voleva essere semiseria e divenuta ridicola per il livello penoso del suo spagnolo.

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lunedì 10 dicembre 2007

 

"MASSIMA SINTONIA"


"Spaghetti con le vongole, paccheri con gamberoni e un assaggio di pizza Margherita per (...) a pranzo a Napoli. (...), nella storica pizzeria Brandi hanno anche gustato un antipasto di mare, baccalà e alici fritte oltre ai tipici dolci napoletani babà e caprese. Il menu è stato molto apprezzato (...) che, in compagnia delle due interpreti, hanno anche gustato dei cioccolatini nudi e un caffè all'antico caffè Gambrinus di piazza Trieste e Trento."
Nell'inconcludenza e tra l'indifferenza per l'incontro intergovernativo Italia-Spagna della scorsa settimana a Napoli, risalta questo interessante menù consumato dalle due first ladies.
Tutto bene, comunque, soprattutto per le future "autostrade del mare".
Peccato che niente sia trapelato sul pranzo ufficiale delle due delegazioni.
P.S. I "paccheri" sono quelli ritratti nella foto.

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lunedì 3 dicembre 2007

 

UNIFORMI SCOLASTICHE


La Spagna è uno di quei paesi in cui sopravvive l'uso dell'uniforme scolastica. E' così in quasi tutte le scuole primarie private, in un certo numero di istituti convenzionati e alcuni lo vorrebbero possibile anche nelle pubbliche. Un costume - è proprio il caso di dirlo - anacronistico e che non ha perduto la motivazione autoritaria che ne caratterizzò la nascita, nonostante le si possa intendere, le uniformi scolastiche, anche come barriera anticonsumistica.
Ma su tutto ciò prevale l'impressione di sciatteria tra i ragazzi, che le portano sempre troppo grandi o troppo piccole e mai come si dovrebbe; e di lolitismo tra le ragazze più sviluppate, costrette ad abiti da bambine su corpi oramai adulti. Per non dire del fatto che, i ragazzi di oggi ed il loro contesto, hanno irrimediabilmente privato le uniformi scolastiche di qualsiasi pretesa di stile.

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