venerdì 15 febbraio 2008
CAMPAGNA ELETTORALE 2008

L'immagine più simile a quella evocata l'attuale campagna elettorale spagnola, la prima cui assisto da vicino, è quella della diretta radiofonica di una giornata di campionato (tipo "Tutto il calcio minuto per minuto" o "Tablero deportivo"). Semplicemente assimilando le partite ai differenti temi caldi della campagna elettorale (occupazione, casa, assistenza sociale, tasse, ecc.), riesce facile riconoscere negli interventi dei due partiti la successione, imprevedibile e sempre un po' esagerata nei toni, dei vari cronisti che interrompono lo studio e i colleghi per annunciare gol, rigori, colpi di scena. Ricorda, in particolare, l'annuncio di un gol, cioè di un avanzamento rispetto alla condizione anteriore. "creeremo X mila posti di lavoro" - dice il PP. "X mila posti di lavoro + Y mila" - risponde qualche giorno dopo il PSOE. "meno X% del carico fiscale per i pensionati" - dirà dopodomani il PSOE. "meno Y% del carico fiscale + bonus per i pensionati" - rilancerà prima o poi il PP. Colpisce l'apparentemente casuale sgranarsi dei temi, dietro i quali una qualche logica propagandistica sicuramente ci sarà.
Ma colpisce soprattutto il vuoto dialettico e di dibattito in cui immediatamente cadono, le varie promesse. Chiaramente, i diretti contentendenti hanno scelto una strategia di rilancio piuttosto che di contrasto e di approfondimento nel merito. Insomma, fanno a chi la spara più grossa.
Strana l'assenza di altri che si assumano il ruolo, quanto mai opportuno, del 'grillo parlante', con la calcolatrice in una mano e l'indice alzato dell'altra a chiedere conto dei costi e dei modi di finanziamento delle meraviglie che ci attendono.
Etichette: politica
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