martedì 11 marzo 2008
MERITI INVOLONTARI
L'altra sera, verso le 19,30, a casa di amici spagnoli si stava piluccando qualcosa. Merenda, aperitivo o cena? Non si capiva né dalle vivande, né da altro. Però questa è un'altra storia.
Domando perché loro, spagnoli senza nessun legame storico o attuale con l'Italia, hanno deciso di mandare il figlio alla scuola italiana di Madrid.
Interessante e sorprendente la risposta, così riassumibile: volevano una scuola pubblica e, quella italiana, lo era, per di più collaudata in decenni di attività mai sostanzialmente stravolta da riforme, controriforme e riforme delle controriforme (come dicevano del sistema spagnolo). La cercavano che offrisse tutti i cicli scolastici, dall'asilo al liceo, per risparmiare agli allievi il trauma dello sradicamento ad ogni ciclo. Erano disposti a pagare per la qualità, ma non l'elitismo che, tra l'altro, moltiplica i costi della qualità in quasi tutte le scuole bi-lingue. E avevano riscontrato che l'ambiente della scuola italiana, anche grazie a costi 'ripuliti' dall'ideologia elitista, era positivamente interclassista. Dal figlio di operai (dubito) a quello del Ministro (vero) - dicevano.
Il tutto gestito da una organizzazione che - certo - poteva essere più efficiente, ma quantomeno non se la tirava da caserma o da Montessori.
Domando perché loro, spagnoli senza nessun legame storico o attuale con l'Italia, hanno deciso di mandare il figlio alla scuola italiana di Madrid.
Interessante e sorprendente la risposta, così riassumibile: volevano una scuola pubblica e, quella italiana, lo era, per di più collaudata in decenni di attività mai sostanzialmente stravolta da riforme, controriforme e riforme delle controriforme (come dicevano del sistema spagnolo). La cercavano che offrisse tutti i cicli scolastici, dall'asilo al liceo, per risparmiare agli allievi il trauma dello sradicamento ad ogni ciclo. Erano disposti a pagare per la qualità, ma non l'elitismo che, tra l'altro, moltiplica i costi della qualità in quasi tutte le scuole bi-lingue. E avevano riscontrato che l'ambiente della scuola italiana, anche grazie a costi 'ripuliti' dall'ideologia elitista, era positivamente interclassista. Dal figlio di operai (dubito) a quello del Ministro (vero) - dicevano.
Il tutto gestito da una organizzazione che - certo - poteva essere più efficiente, ma quantomeno non se la tirava da caserma o da Montessori.
Etichette: istituzioni italiane in Spagna
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