domenica 11 marzo 2007

 

TRE ANNI DOPO

Scendo a comprare i giornali. Su un Paseo del Prado deserto sfilano le sirene della polizia. Come tre anni fa. Ma oggi di fronte alla stazione di Cercanias di Atocha non c'è sangue, fumo, e dolore. Solo un cilindro di vetro levigato pieno di nomi e di parole, la famiglia reale e le autorità ad inaugurare questo monumento alle vittime dell'11 marzo 2004. Tre anni anni dopo la Spagna ha elaborato il lutto, ha assorbito il tremendo colpo. E' cambiata, è andata avanti ha stupito il mondo. L'unica cosa che non è cambiata, o meglio è peggiorata è la destra di questo paese. Il partido popular non ha mai accettato la sconfitta di quel 14 marzo, dovuta in gran parte agli errori ai tentativi di depistaggio su quell'attentato, alla volontà di vincere attribuendolo all'Eta. Ha continuato a insistere con l'assurda teoria del complotto. Ha portato alla luce la maggioranza silenziosa. Contro i matrimoni gay contro la politica dei diritti civili contro Zapatero, il traditore. Ha trovato nella poltica antiterrorista del governo il suo cavallo di battaglia. Per far garrire al vento un mare di bandiere spagnole. Come sabato sera. Per ricordare che le due spagne esistono ancora.

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