sabato 25 agosto 2007

 

I BAFFI DI SCHUSTER


Partono oggi la Liga e la Serie A. Nei fatti di rilevanza italo-spagnola non si registra niente di clamoroso, soprattutto se si fa il confronto con lo scorso anno, memorabile per l'arrivo di top players italiani ed il fosco finale di stagione con il benservito all'italiano-italianista Capello e a Baldini. Sull'asse Italia-Spagna, pochi movimenti e di secondo piano. In direzione contraria, nemmeno, come quasi sempre anche nel passato.
Ma a differenza del passato, oggi i calciatori italiani e spagnoli si muovono volentieri e non si sente più parlare di difficoltà di natura cultural-nazionali all'adattamento. La rotta è tracciata dai soldi: i meno ricchi sono attratti dai ricchi e i ricchi dai più ricchi. Quindi gli italiani trovano condizioni ottimali in Spagna e gli spagnoli in Inghilterra. La campagna acquisti della Premier ha fatturato quest'anno 645 milioni di €, quella della Liga 473 e quella della Serie A 'solo' 280 milioni di €.
C'è infine da segnalare che qui in Spagna l'interesse per "il calcio" appare modesto, certamente inferiore a quello per il campionato inglese, che oltre ad una reputazione migliore vede la presenza di una sempre più nutrita rappresentanza spagnola.
Ma la domanda che mi toglie il sonno è: Schuster ha i baffi o no?

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martedì 19 giugno 2007

 

LIBERATE ANTONIO/1


Ancora nessuna notizia di Antonio Cassano, giocatore del Real Madrid la cui sparizione si è fatta evidente durante questi giorni di festeggiamenti. L'ispettore Esposito Miguel, dell'AISE (Associazione Italiani Spariti all'Estero) è stato incaricato del caso, e risulta stia lavorando su quattro piste: 1°) Cassano era in una delle maletines allungate dal Real al Nastic per fermare il Barcellona, che però ha vinto, lasciando senza soldi quelli del Nastic e Antonio disperso nella sua valigetta. 2°) E' in vacanza, dopo aver creduto che i festeggiamenti di tre settimane fa contro il Saragozza fossero quelli che celebravano vittoria e fine della Liga. 3°) E' in un ufficio del Real con Schuster, futuro tecnico delle merengues, a preparare i piani per l'anno prossimo, quello del rilancio. 4°) E' nascosto sugli armadietti dello spogliatoio del Bernabeu con un gavettone per Beckham (gli hanno detto, domenica pomeriggio, che stava per arrivare).

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lunedì 18 giugno 2007

 

LIBERATE ANTONIO

Dov'è Antonio? Lo speaker del Santiago Bernabeu chiama uno ad uno i giocatori al centro del campo, nella versione povera della cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici. Inizia con Casillas e finisce con Roberto Carlos. Antonio Cassano non c'è.
Oggi, feste istituzionali, nessuna traccia di Tonino. Eppure fa fa parte della plantilla. E' uno del Real, è un ragazzo di quasi 25 anni (li compie il giorno della vittoria al Mundial di Spagna di Bearzot e Pertini ) è un calciatore a cui i merengues devono un assist a Higuain quello che significò il pareggio al Calderòn contro i cugini dell'Atletico. Insomma la Liga è anche sua. Eppure è missing. Da settimane, a Valdebebas, non lo si vede. Si vocifera sull'arrivo di sua madre, ma nessuno sa niente di preciso. Appare sempre fra i lesionati non si sa bene per cosa. Capello, a chi domanda dove sia, risponde:< chiedetelo ai dottori>.
Un solo grido: liberate Antonio.

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martedì 12 giugno 2007

 

PRESIDENTI IN CAMPO


Non è passato inosservato lo show di Ramòn Calderon, presidente del Real Madrid, sabato sera al termine della partita contro il Saragoza. Giro di campo plaudente che la gran parte dei presidenti evitano anche a trofeo omologato. Da italiano, il primo pensiero è stato alla scaramanzia, così sfacciatamente sfidata. Volubile com'è....Il secondo pensiero è corso a Berlusconi, il cui stile presidenziale è molto simile ma più attento alla tempistica, fondamentale, anche per la scaramanzia, nelle cose sportive. Vent'anni d'esperienza separano i due ed è probabile che il tempo, se non altro, inibirà l'esuberanza di Calderon. Dovrà poi imparare a conquistarsi fiducia e benevolenza dei giocatori, altra grande differenza rispetto al Berlusconi presidente del Milan.

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giovedì 24 maggio 2007

 

BELLA GIORNATA

Piove, o meglio diluvia. Il cielo è cupo. Fa persino freddo. Ad uscire, qui a Madrid, ci si inzuppa. Ma oggi è comunque un piacere. Vai al mercato e la prima parola che ti senti rivolgere è: en hora buena. E per una volta non ha ninte a che fare con il matrimonio, il battesimo, la cresima o cose del genere. E' solo merito del Milan. Il pollivendolo, il macellaio, il fruttarolo, il droghiere che mi conoscono da tempo si inchinano davanti alla vittoria degli italiani in Champions. Salvo poi aggiungere che la partita è stata davvero brutta ( per altro vero ), che i rossoneri hanno giocato da schifo, che Rafa, purtroppo, si è sbagliato e che tutti, amici e parenti stavano con il Liverpool. Rimane sempre una bella giornata.

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giovedì 5 aprile 2007

 

STATISTICHE E PREGIUDIZI/1

Si aspettava la telecronaca di Roma-Manchester per avere riscontri in merito allo snobismo con cui i commentatori spagnoli guardano al calcio italiano. Niente da segnalare al riguardo. Due frasi hanno invece fatto riflettere sul pregiudizio per cui le squadre italiane in casa si limiterebbero a segnare un gol più degli avversari, per poi difendere il risultato al ritorno (peraltro molto brave in questo - a detta dei commentatori). Vamos a ver: prendiamo le ultime 10 edizioni della Champions League. Contiamo quante volte le squadre italiane, in partite di andata/ritorno con eliminazione (ottavi, quarti e semifinali), hanno giocato l'andata in casa: 11. Vediamo ora quante ne hanno vinte: 4. Verifichiamo quindi la prima idea del telecronista di Canal+, cioè se le squadre italiane si accontentano di segnare un gol in più: ebbene, tutte le 4 vittorie casalinghe sono state con più di un gol di scarto (= 100%). La verifica della seconda idea del nostro, quella per la quale dopo aver risicato la vittoria domestica si punterebbe a difendere il risultato fuori, mostra che, in 1 caso su 4 (= 25%) le italiane vincono anche lontano da casa dopo aver vinto in casa. Poco? Tanto? Giustificata questa idea? La risposta definitiva è impossibile, ma si sappia che le spagnole hanno rivinto fuori, dopo aver vinto in casa, anche loro nella stessa misura (2 su 8) e che hanno vinto l'andata in casa (18 volte) con più di un gol di scarto, dando quindi mostra di attitudini offensive, solo nel 50% dei casi (4 su 8).
Se le italiane sono sparagnine in casa e speculative fuori, le spagnole, a quanto pare, non son da meno. O è sbagliato trarre certe conclusioni, sulla cultura e la realtà calcistica di un Paese, guardando ai risultati di scontri così importanti?
N.B. Nell'analisi si sono considerate solo le 'partite d'andata in casa' di 'scontri andata/ritorno con eliminazione' in quanto non condizionate da risultati precedenti e/o calcoli di classifica.

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mercoledì 4 aprile 2007

 

SNOBISMO/1



Continua ad essere una sensazione, ma ogni volta che riemergere si fa più solida e, presto, potrebbe mutare natura diventando convinzione. E' il senso di superiorità con cui in Spagna si guarda al calcio italiano. O meglio (visto che nessun genere di risultato potrebbe supportare una tale posizione): che il calcio italiano sia in uno stadio evolutivo che il resto del mondo ha superato, oggettivamente arretrato. Quindi inferiore nel senso di ritardato e privo dei plus che nell'evoluzione normalmente si acquisiscono.
E' riemersa, questa sensazione, sentendo i commenti a caldo alla partita Milan-Bayer su Canal+ - dopo averne seguito un'equilibrata telecronaca su Antena 3. Milan orrendo, inguardabile, condannato. Il Bayern? Un tantino fortunato? Catenacciaro? Senza gioco? Naah! Niente. Solo discredito e un po' di compassione per i cavernicoli. Vediamo stasera con la Roma.

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lunedì 12 marzo 2007

 

MIRACOLO

Sabato al mercato il signore davanti a me chiede: un Italiano bien gordo como Cassano. Vuole un peperone verde, ma siccome c'è Barça-Real e Ronaldo non c'è più, Tonino da Bari è il gioco facile. Josè, il fruttivendolo, facendo il conto mi raccomanda di andare a salutare il mio compaesano : Fabio Capello. Domani, dice, smetterá di mangiare jamon e ritornerà al tuo paese. E' un madrilista di ferro, ma è convinto che dai blaugrana le prenderanno. Lunedì, stesso mercato, stesso posto. José sorride sotto la barba e mi raccomanda di dire a Capello, come se io potessi, ( sono o non sono italiano) di farli giocare come sabato al Camp Nou. Che magari, grazie al tuo compaesano, vinciamo la Liga.

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