martedì 6 marzo 2007

 

PER FORTUNA

Svolti l'angolo, ti guardi intorno spaesato. Ma non era qui la Carmencita? Devo aver sbagliato strada pensi osservando Ottocento, ristorante azzurro di cucina meterranea spuntato a Chueca. Solo dopo esserti informato scopri che Ottocento ha preso il posto della Carmencita storico ristorante madrileño. Non ho niente contro la cucina mediterranea o gli antipasti italo argentini è solo un esempio di un centro cittá che cambia. In pochi anni ho visto fruterias del 1860 diventare peluqueria alla moda, ultramarinos del secolo scorso trasformasi in dispensatori di kebab, l' hotel dei toreri cannibalizzato da un design nemmeno azzeccato, tabernas tradizionali chiuse per diventare copie turistiche e plastificate dell'idea Taberna madrileña. La stessa cosa vidi a Milano: latterie e trattorie sparite bar ristutturati per diventre uno uguale all'altro. Per fortuna Madrid conserva ancora il suo carattere e tanti luoghi veri. La modernizazione la globalizzazione non hanno ancora fatto tabula rasa. Ma siamo sulla strada. Quando spariranno da Plaza Mayor il vecchio giocattolaio o il capellaio per far posto a burger o chicaglieria turistica vorrà dire che saremo arrivati al capolinea. Domanda: come si può, pur essendo globali e moderni, conservare un identitá culturale forte? In una parola non essere costretti a passeggiare per Madrid credendo di essere a New York o a Milano?

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