venerdì 3 ottobre 2008

 

DOVE SONO I ROM?

L'intervista di Roberto Maroni all'Espresso, in cui diceva che i Rom scappati dall'Italia avevano trovato accoglienza nella permissiva Spagna di Zapatero, non è passata inosservata. Anzi, ha surriscaldato una temperatura alzata dalle vecchie schermaglie italo-spagnole e dal malcelato fastidio per il prossimo G4 (a cui la Spagna non partecipa e l'Italia, immeritatamente - si pensa - sì). Qualcono si è premurato di interpellare il commissario europeo per i Rom, al quale non risultavano migrazioni del genere. Oltre che sciagurato, inventato - a quanto pare - quello che Maroni vanta come successo.

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mercoledì 16 aprile 2008

 

RIAPRE IL CABARET ITALIA

In un mondo timoroso e nostalgico sono finalmente passati i due anni di chiusura. Ma ora Berlusconi è tornato sulle scene e ha voluto tranquillizzare tutti sin dalla sua prima uscita da nuovo (!) capo del Governo: è il gaffer di sempre, l'umorista involontario e il battutista irritante che diplomatici, giornalisti, opinione pubblica internazionale, hanno conosciuto sin dai suoi esordi.
In Spagna non si è perduta l'occasione di commentare sarcasticamente le sue fresche uscite, come sempre fuori luogo, infondate e a sfondo machista, sulla composizione femminile del gabinetto di Zapatero. Che già hanno suscitato una prima reazione ufficiale. La prima immagine live del nuovo Berlusconi passata sugli schermi del telegiornale della sera di TV1 è quella di lui che, in conferenza stampa, ironizza sulla litigiosità delle donne e le difficoltà supplementari che Zapatero avrà per tenervi testa.
C'è solo da sperare che, confermate intenzioni ed indole, abbia almeno aggiornato il repertorio.

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martedì 8 aprile 2008

 

E I MIRACOLI?

Campagna elettorale fiacca, quella italiana. E nelle redazioni si stanno domandando come trattarla per insaporirla un pò - visto che parlarne, almeno domenica, si dovrà.
In effetti, con Veltroni che si nega alla rissa e Berlusconi che - lui pure - rinuncia ai fuochi d'artificio per il timore che gliene scoppi uno in mano e si ribalti il pronostico, sembrerebbe sia stata una campagna civile, sia nei modi che politicamente.
Quella da poco conclusasi in Spagna, al contrario, è parsa molto più stressata e sopra le righe, nei toni come nei contenuti. Ci si domandava perché. Per il forte e consolidato bipartitismo leaderistico, anzitutto, che inevitabilmente acutizza lo scontro diretto e personale. Ma anche per la situazione del debito pubblico, talmente grave in Italia (a livello di Egitto e Zimbawe) da inibire, almeno 'sta volta, sparate clamorose (aumenti, meno tasse, eccetera). Non che siano mancate del tutto, ma certo sono state meno e meno eclatanti di quelle sentite in Spagna (dove peraltro ci si sta già domandando se, alla luce del nuovo ciclo economico, Zapatero potrà tener fede a molte delle promesse fatte).

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venerdì 22 febbraio 2008

 

CAMPAGNA ELETTORALE 2008/1


Apre ufficialmente la campagna elettorale. La novità più appariscente, notata senza doverla cercare, riguarda gli spot radio e tv dei partiti on air da oggi.
Difficile pensare ad altri cambiamenti di rilievo, rispetto agli ultimi mesi di pre-campagna, da settembre a ieri. I toni si sono già abbastanza riscaldati e si è già trasceso nel personale: nei giorni scorsi Zapatero ha infatti detto che quando si toglierà i "fideos" dalla bocca capirà quel che Rajoy dice. Da asilo! Tuttavia, non si è ancora fatto ricorso al repertorio degli insulti e della diffamazione, sempre possibile e non infrequente in campagne elettorali di altri paesi, Italia compresa.
Sul piano dei programmi e, in particolare, delle promesse su cui i programmi camminano, l'impressione e che nessuno si sia risparmiato. Non oso pensare a cosa si potrebbe sentire se la strategia prevedesse un'escalation di promesse con show down finale.
Nel caso difettasse la memoria o si fosse perduto il conto, qui sotto il link ad una raccolta di quelle un poco più circostanziate, tra le molte impossibili da verificare successivamente. Ovvero quelle con qualche numero, relativo ai soldi o ad altre quantità (posti di lavoro, asili nido, linee ferroviarie, ecc.) da usare per fare qualche conto o per chiederne conto.
Buona e profetica la battuta di Rajoy del 23 settembre: "Il governo finirà col promettere a tutti una villa ai Caraibi" promesse.doc

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venerdì 15 febbraio 2008

 

CAMPAGNA ELETTORALE 2008


L'immagine più simile a quella evocata l'attuale campagna elettorale spagnola, la prima cui assisto da vicino, è quella della diretta radiofonica di una giornata di campionato (tipo "Tutto il calcio minuto per minuto" o "Tablero deportivo"). Semplicemente assimilando le partite ai differenti temi caldi della campagna elettorale (occupazione, casa, assistenza sociale, tasse, ecc.), riesce facile riconoscere negli interventi dei due partiti la successione, imprevedibile e sempre un po' esagerata nei toni, dei vari cronisti che interrompono lo studio e i colleghi per annunciare gol, rigori, colpi di scena. Ricorda, in particolare, l'annuncio di un gol, cioè di un avanzamento rispetto alla condizione anteriore. "creeremo X mila posti di lavoro" - dice il PP. "X mila posti di lavoro + Y mila" - risponde qualche giorno dopo il PSOE. "meno X% del carico fiscale per i pensionati" - dirà dopodomani il PSOE. "meno Y% del carico fiscale + bonus per i pensionati" - rilancerà prima o poi il PP. Colpisce l'apparentemente casuale sgranarsi dei temi, dietro i quali una qualche logica propagandistica sicuramente ci sarà.
Ma colpisce soprattutto il vuoto dialettico e di dibattito in cui immediatamente cadono, le varie promesse. Chiaramente, i diretti contentendenti hanno scelto una strategia di rilancio piuttosto che di contrasto e di approfondimento nel merito. Insomma, fanno a chi la spara più grossa.
Strana l'assenza di altri che si assumano il ruolo, quanto mai opportuno, del 'grillo parlante', con la calcolatrice in una mano e l'indice alzato dell'altra a chiedere conto dei costi e dei modi di finanziamento delle meraviglie che ci attendono.

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lunedì 10 dicembre 2007

 

"MASSIMA SINTONIA"


"Spaghetti con le vongole, paccheri con gamberoni e un assaggio di pizza Margherita per (...) a pranzo a Napoli. (...), nella storica pizzeria Brandi hanno anche gustato un antipasto di mare, baccalà e alici fritte oltre ai tipici dolci napoletani babà e caprese. Il menu è stato molto apprezzato (...) che, in compagnia delle due interpreti, hanno anche gustato dei cioccolatini nudi e un caffè all'antico caffè Gambrinus di piazza Trieste e Trento."
Nell'inconcludenza e tra l'indifferenza per l'incontro intergovernativo Italia-Spagna della scorsa settimana a Napoli, risalta questo interessante menù consumato dalle due first ladies.
Tutto bene, comunque, soprattutto per le future "autostrade del mare".
Peccato che niente sia trapelato sul pranzo ufficiale delle due delegazioni.
P.S. I "paccheri" sono quelli ritratti nella foto.

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venerdì 9 novembre 2007

 

MALA TEMPORA CURRUNT

Accendo la radio questa mattina, RNE, e faccio appena in tempo a sentire che in Spagna ci sarebbero preoccupazioni per il possibile arrivo dell'ondata di Rom espulsi dall'Italia in forza della nuova legge Amato anti-criminalità. Riesco a cogliere non solo la grande quantità di imprecisioni ed errori nel servizio (o tertulia?), ma soprattutto l'odore xenofobo e razzista che sin dall'inizio, in Italia, ha esalato questa vicenda. Ancor più odioso in quanto bi-partizan, sia nelle analisi pasticciate che nella demagogia delle soluzioni avanzate.
Per evitare che anche in Spagna arrivi e si sparga lo stesso schifoso lezzo - questo sì, preoccupante - rinvierei ogni allarme all'approvazione della legge in Italia e, soprattutto, alla verifica degli effetti della sua applicazione, quando sarà facile accertare che le vittime di questi discutibilissimi provvedimenti saranno pochi disgraziati che non avranno nessuna particolare ragione per spostarsi proprio in Spagna.

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lunedì 29 ottobre 2007

 

IL CUGGINO DI RAJOY


Con l'uscita dell'altro giorno di Mariano Rajoy - dubbiosa sulle preoccupazioni per il cambio climatico del pianeta - anche la Spagna sembra nobilitare la figura del "cugino" al ruolo di griot postmoderno che, in Italia, già gli viene riconosciuto da tempo. A lui infatti, al cugino, si deve la scoperta di tante verità che la scienza ha oramai omologato. Per esempio: "uno che si è tolto il casco e si è aperta la testa", "che una volta ha trovato in spiaggia un cane e invece era un topo", "una volta è stato co' una che poi gli ha scritto sullo specchio benvenuto nell'aids", "che una volta in discoteca ha conosciuto una tipa che però poi non si ricorda più niente e alla fine si è svegliato in un fosso tutto bagnato che gli mancava un rene", "che sa un colpo segreto che se te lo dà dopo tre giorni muori".
Inoltre, non meno attendibili, proprio per la loro origine 'cuginesca', ma ancora sottoposte alle ultime verifiche: "quando ha avuto le emorroidi gli è partito il tappo e ha ferito l'infermiera? Quest'infermiera poi la conosco perché mi ha soccorso quando, da piccolo, una volta mi hanno sparato, e non sono morto! Però hanno colpito il ragno che usciva in quel momento preciso dal tronchetto della felicità. Allora che ho fatto? Col mio amico Coccodrillo Bianco delle fogne di New York siamo andati al Pronto Soccorso a trovare dei nostri amici che si facevano togliere delle cose tipo arance, bottiglie, maniglie, porte, cani, mondi, quando, a un certo punto, chi t'incontro?
D'altronde, come dubitare delle parole del "cuggino", se a certificarne la veridicità è un genio che proprio a questo ha dedicato una delle sue principali opere? E Rajoy, certamente lo sapeva!

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giovedì 23 agosto 2007

 

DESTRE



Manifestazioni di personalismo stanno in questi giorni emergendo negli schieramenti di destra italiani e spagnoli. Gallardòn, sindaco di Madrid, morde il freno per trovare spazio nelle liste del PP per le prossime elezioni generali. E si scatena nel partito la reazione degli altri pretendenti e, forse, un po' di dibattito politico sulla migliore strategia di approccio all'appuntamento elettorale. Berlusconi, leader della Casa delle Libertà, decide che Forza Italia ha fatto il suo tempo, che è arrivato il momento di fondare il Partito delle Libertà, che gli alleati devono starci o...starci e che alla guida dell'operazione debba esserci la signora Brambilla Micaela, fra le altre cose finalista Miss Italia 1986. E nel partito si scatena...praticamente niente, se non il penoso avvallo delle dichiarazioni paracule del padrone.

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giovedì 26 luglio 2007

 

VERSUSMANIA/3


La notizia è che l'apagòn di Barcellona deve misteriosamente aver colpito anche il sito web di Fecsa-Endesa (l'azienda responsabile localmente della rete elettrica), rivelatosi inaccessibile in alcuni dei tentativi fatti per sapere della loro posizione in merito. La non notizia è la ridda di attacchi e accuse seguita ad un fatto in sè fortuito (un incidente tecnico che determina un grave danno alla rete e blocca la fornitura di energia per giorni), sebbene dalle cause e con conseguenze la cui responsabilità dovrebbe essere assunta da qualcuno.
A parte l'ineffabile Acebes, tenuto - per ragioni mediche, si direbbe - a mazzolare Zapatero e il PSOE almeno due volte al giorno, festivi compresi (“El PSOE es responsable de la imprevisión, de la desastrosa gestión del apagón y del daño causado a los ciudadanos”), in questa circostanza si segnala un altro abituale e spesso 'originale' terreno di scontro tra istituzioni spagnole: quello governo centrale/autonomie regionali. I toni, gli argomenti, i protagonisti politici dei commenti provenienti dalla Catalogna sono infatti sembrati una via di mezzo tra lo scaricabarile e il "buio, governo ladro!". Diciamo, pretestuosi.

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sabato 21 luglio 2007

 

VERSUSMANIA/2


Al discutibile sequestro dell'ultimo numero della rivista satirica "El Jueves", accusata di mancare di rispetto alla Casa Reale per aver messo in copertina la caricatura di Felipe e Letizia copulanti nella posizione detta "pecorina", è seguito l'esilerante - questo sì - commento del segretario generale del PP Acebes: contrario al sequestro perché controproducente e lesivo della libertà d'aspressione.
Facile pensare che la contrapposizione a tutti i costi, 'sta volta contro la Fiscalìa General del Estado, di emanazione governativa, un po' di malcontento in alcune istituzioni lo susciterà. Fossi "El Jueves" avrei già pronta la prossima copertina: con un popolare a scelta nella parte della pecora e....

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martedì 17 luglio 2007

 

MURI DEL MONDO



Ragioni di sensibilità, se non propriamente politiche, avrebbero dovuto sconsigliare Zapatero dal commentare con toni accorati e libertari (da "giurista riformatore") il muro che gli americani hanno eretto alla frontiera con il Messico, paese che il premier spagnolo sta attualmente visitando. C'è infatti quello di Ceuta, l'ultimo muro d'Europa, che solo a vederlo, un giurista riformatore, la 'reforma' la farebbe con le ruspe. Per non dire dei motivi che ne giustificano l'esistenza, uguali ed ugualmente odiosi dalla due parti Atlantico, che un giurista riformatore mai ammetterebbe, figuriamoci rispondere manu militari alle inevitabili crisi umanitarie che la sola presenza di un muro, dovunque e comunque, determina.

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venerdì 29 giugno 2007

 

SEGNI E SEGNALI


Mentre in Italia qualcuno commentava sarcasticamente la traduzione in lingua dei segni del discorso d'accettazione di Veltroni alla leadership del Partito Democratico, in Spagna veniva varata la legge che riconosce ufficialmente questa lingua(LIS), usata dalla gran parte dei sordomuti(più di 1 milione, nei due paesi).
Liquidata come manifestazione residua di "veltronismo", una miscela di politically correct, buonismo e pop culture, l'obbligo di traduzione in lingua dei segni degli atti di rilevanza pubblica rivela invece una sensibilità politica apprezzabile, che non trascura temi civili importanti e legiferando fa progredire concretamente il sistema dei diritti di un paese. Zapatero, mostra di avercela questa sensibilità politica e gli capita pure, come in questo caso, di raccogliere l'unanimità dei consensi. Prodi non ce l'ha e quando ci prova, come nel caso dei DICO, si schianta. Veltroni, quasi certamente ce l'ha. Vedremo che ne sarà dell'ultima proposta di legge sul riconoscimento della LIS che il senatore De Poli (UDC) ha depositato nel marzo di quest'anno.

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venerdì 15 giugno 2007

 

1977/1


Proseguono le celebrazioni per i 30 anni della democrazia spagnola.In ultima analisi, la grande differenza tra Italia e Spagna in questo anno di svolta riguarda i partiti e il loro ruolo. In Spagna venivano legalizzati, si organizzavano e mobilitavano la società per le elezioni, assolvevano insomma al ruolo che spetta loro in un democrazia parlamentare. Allora come oggi. In Italia, i partiti, stretti tra terrorismo e sirene consociative, andavano rapprendendosi nelle loro istanze istituzionali (Governo e Parlamento), rinunciando ad esercitare una funzione più ampiamente sociale. Forse il primo episodio di una crisi di rappresentatività che, passando da Tangentopoli e dalla politica spettacolo, ha ridotto i partiti italiani ad agenzie elettorali.
Una persona che potrebbe sapere molto di tutto questo è Raffaella Carrà, che nel '77 era protagonista assoluta in entrambi i paesi. Qualcuno le può domandare...?

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martedì 5 giugno 2007

 

BRUTTE NOTIZIE

Prendi il giornale e ti ritrovi a rileggere, interdetto, un titolo a tutta pagina che non avresti voluto vedere: ETA DA POR FINALIZADO EL ALTO DEL FUEGO. Sì, certo, che il dialogo fosse andato a farsi benedire lo si era capito, che la tregua fosse stata violata, con l'attentato di Barajas, era ovvio, ma rimaneva la speranza. Un sogno-dicono tanti- eppure io, e, non credo di essere stato l'unico, ci credevo. Quante volte mi sono ritrovato a discuterne con amici spagnoli. Quante volte ho sostenuto, di fronte a chi mi parlava di associazione mafiosa, di una banda di criminali con cui non si poteva trattare la necessitá del dialogo, del negoziato , di una soluzione politica al terrorismo dell'Eta. Oggi non so più che dire. Sono triste per il sangue che potrá scorrere, per l'ennesima speranza frustrata, per il tentativo, magari ingenuo, di Zapatero andato a finir male. Sono incazzato con l'Eta. Sono preoccupato per un anno, da qui alle elezioni, che sará duro vivere.

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lunedì 28 maggio 2007

 

SCONFITTE, VITTORIE E TRIONFI

Davanti ai risultati di una tornata elettorale consistente e articolata, il confine tra sconfitta e vittoria è sempre molto sottile: a seconda dei numeri che si considerano e dell’interpretazione politica che si dà loro, tutti possono essere vincitori o sconfitti. O né vincitori, né sconfitti.
La linea di distinzione del trionfo, tanto da una vittoria che (ci perdoni la logica e il buon senso) da una sconfitta, dovrebbe invece essere netta e non dovrebbero darsi casi di antagonisti entrambi trionfatori. Che era esattamente quello che sembrava ieri sera dalle dichiarazioni di José Blanco, numero due del PSOE, e di Rajoy, Aguirre e Gallardon, del PP, rilasciate a scrutinio non ancora ultimato.
Il primo ha elencato una per una almeno una quindicina di giunte, regionali e comunali, in predicato di cambiare colore. Cosa che accadrà, a quanto pare, solo in Navarra e alle Baleari.
Gli altri, con i toni di chi scambiava il risultato di Madrid, notevole, quello sì un trionfo, con quello nazionale e dimenticava che le aspettative erano di un crollo del partito governativo. Cosa nemmeno lontanamente accaduta.
Non si può essere così strabici! Così fuori misura! O sono gli strascichi della passata campagna elettorale o le avvisaglie della nuova, che porterà alla politiche del 2008.

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venerdì 11 maggio 2007

 

CAMPAGNA ELETTORALE/1



Incomincia ufficialmente oggi la campagna elettorale in Spagna e se tanto mi dà tanto, se ne vedranno delle belle. Sarà tuttavia difficile superare in impudenza e scatteria quanto successo ieri a Valencia, con l'annuncio che dall'anno prossimo la città catalana potrebbe ospitare una gara di Formula 1. Sempre e solo se sarà confermato il presidente in carica della comunidad, Francisco Camps del PP. L'impudenza è tutta a carico della parte politica dell'operazione, che in modo anche maldestro si è resa protagonista di un ricatto più che di una promessa.
Ma quanta sciatteria Bernie Ecclestone, il patron della Formula 1, che si è prestato, financo con la faccia e le dichiarazioni, ad una piccola, periferica e banale gara elettorale.
Più che Murdoch che appoggia, personalmente e con tutti i suoi mezzi, il candidato presidente americano, viene in mente Achille Lauro, che nell'Italia degli anni '50 faceva campagna elettorale dando una scarpa o mezza banconota prima del voto, promettendo l'altra dopo, ad elezione avvenuta.

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mercoledì 28 marzo 2007

 

IL CAFFE' DI ZP

Quanto costa un caffè? 80 centesimi. La risposta sbagliata ( ormai un caffè a Madrid vale da 1 euro e 15 in su ) di Zapatero, ad una delle domande del dibattito televisivo di ieri sera, fa la prima pagina di tanti giornali. Un aneddoto, un esempio di ciò che gli hanno chiesto i cittadini chiamati ad interrogarlo. Peccato che l'errore nasconda molto di più. La distanza di un presidente del governo dalla gente. Lo si è visto nella sua incapacitá di cambiare tono, di lasciare la cattedra o meglio lo scanno del governo per usare un linguaggio normale. Lo si è visto nella difficoltà a dar risposte concrete su cose semplici lasciando da parte numeri rutilanti, leggi varie e discorsi generali. Zp ci ha azzeccato sui temi più politici dal terrorismo alla ley de igualdad, risposte nette precise , ma poi quando una signora gli chiede degli asili, un ragazzo domanda quando e come potra comprasi una casa e il signore del caffè spiega che oggi con 50 euro non ci fa niente beh... allora José Luis Rodriguez Zapatero fallisce. Le sue allocuzioni non sono adeguate, non sono semplici, rimandano a progetti e a conquiste del governo socialista, non escono dall'orto della politica. Non risponde alla domada o risponde come in una sessione di controllo del parlamento. Un mondo lontano molto lontano da quello del cittadini. Non è un caso che il caffè a 80 centisimi si trovi solo al bar del congresso dei deputati.

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domenica 25 marzo 2007

 

SMS

Frente al boicot del PP, maximo apoyo a Cuatro TV, Cadena Sera y a El Pais. Hoy El Pais tiene que batir record de ventas. Pasalo. Un Sms arrivato da chissà chi questa mattina. E' il colmo. Illustra alla perfezione il livello di scontro PP Prisa, Rajoy Zapatero. In una parola preoccupante.

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venerdì 16 marzo 2007

 

VERSUSMANIA/1


Difficile capire la dialettica politico/parlamentare spagnola senza sapere della litigiosità programmatica e irriducibile tra i due principali partiti, il PP e il PSOE. Una "versusmania" appunto, sempre, tutti e solo contro.
Nascono così contrapposizioni che dire artificiose è poco, basate su motivazioni che definire cervellotiche è complimentoso. Come una di quelle addotte dal PP ieri per motivare la sua astensione nella votazione finale della Ley Orgánica para la Igualdad Efectiva de Mujeres y Hombres: "elitista" - hanno detto della legge.
Sarà che, in Italia, una dialettica polica ultra frammentata da una parte e la lunga tradizione dorotea e consociativa dall'altra spingono in modo quasi naturale al compromesso ed a strategie di comunicazione di esaltazione di sè piuttosto che di differenziazione dall'altro. Sarà che i sistemi bipolari/bipartiti sono caratterizzati dalla tendenza contraria. Ma resta la sensazione di un'anomalia che, di volta in volta, prende tutte le sfumature dell'esagerazione.

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